1. Krowos – Simulacrum’s Damnation
2. Anar – Griping The Black Sceptre

Durata: 11.34
Era da una vita che non mi ritrovavo ad ascoltare uno split cd, precisamente quella piccola perla underground di “Jesienne Szepty” ad opera dei polacchi Sacrilegium / North.Stavolta questa operazione e di fattura nostrana da parte dei siciliani Krowos e dei liguri Anar, che giungono per regalarci undici minuti di puro ed incontaminato Black Metal; nella sua specifica guardante al periodo aureo ‘92e.v./’95e.v., a detta di molti il vero periodo “Nero” del B.M.
Certo un brano a testa è poco per vedere le potenzialita’ dei due gruppi, ma a mio avviso dovremmo valutare questa uscita completamente con occhi differenti; ovvero inserire il cdr e ascoltare le vibrazioni intense che questi due artisti hanno saputo ricreare; vibrazioni si, in quanto i due pezzi in questione sono due piccole perle underground colme di passione e forte omaggio alle pulsioni viscerali che il B.M. elargiva in maniera copiosa circa tre lustri fa.Krowos è il progetto solista di Frozen (ad eccetto per le vocals di Tsade) gia’ con Valefar, Arcanum Inferi (ascoltatevi il loro “Ars Hermetica” se adorate sonorita B.M. della vecchia Svezia,non ve ne pentirete), Lylium, ecc.., e lo ritroviamo a far fronte a tutti gli strumenti.
“Simulacrum’s Damnation“ incomincia con inserimento di due chitarre sovrapposte che tendono a ricreare dissonanze semplici ma disagiate, come a paventare il tendaggio della dannazione del simulacro, fino all’arrivare all’interno della sua essenza; ovvero il fuoriuscire di un riffing velatamente melanconico ma essenzialmente crudo come la vecchia scuola norvegese ci aveva saputo donare (la buona cosa è che questo brano ha valenza propria non rispecchiandosi negli altri gruppi di Frozen, quindi avente una propria identita, cosa che mi fa davvero piacere), su cui le vocals corrosive vanno ad innestare un’idea di agitazione, alterazione e pura essenza (grazie anche all’espediente volutamente e ben esercitato di sovraincidere parti vocali drammatiche e lievemente fuori tonalita, in maniera da evidenziare ulteriormente il messaggio intrapreso dalla band), i ritmi non cambiano rimanendo stabili per tutta la durata della canzone, ed il riffing mantiene perennemente la sua forza espressiva pur senza eccedere in soluzioni troppo articolate ma avendo il punto di forza proprio nella semplicità e nel pathos che in fondo ha quasi un senso liturgico, divenendo un inno alle forze notturne, suonato con indubbia fede e decisione.
Di Anar (progetto di Magus) so’ esclusivamente che hanno realizzato tre demo prima di uscire con questo split, ma purtroppo non ho avuto modo di conoscerli, quindi mi fermero’ all’impressione di questo “Griping The Black Sceptre”; gia’ il titolo mi riporta a mente intestazioni di altri tempi e mi cala assolutamente bene, soprattutto perchè la canzone è fantastica nella sua selvaggia e semplice visceralita’, il tessuto sonoro è un connubio impressionante di Sacrilegium ed Emperor (periodo “Wrath Of The Tyrant”), percio’ andando a prendere a mio avviso il meglio di due scene (quella polacca e quella norvegese) e riuscendo a fonderle assieme creando un vero pezzo di “grezzo” e purissimo Black Metal.
Non casualmente mi è tornato a mente lo split ad apertura di testo, in quanto se questo fosse lo spirito di Anar, potrei dire di aver finalmente trovato l’erede dei Sacrilegium (combo che mai è stato giustamente considerato da parte dei fanatici del settore, ma che in poche uscite ha saputo scrivere pagine fondamentali e decisamente degne di nota), cio’ per me è veramente un grande apprezzamento, il saper ricreare quell’alone mistico, silvestre, indomabile e primitivo è roba non da tutti, ma in questi cinque minuti il sangue nelle vene è scorso piu’ veloce e la mente si è aperta a visione che da molto tempo erano sepolte, sia grazie al riffing melodicamente trascinante ed irruento, sia alle vocals acide e cariche di tensione al punto di ricordarmi il giovane Ihsahn; un immersione totale nel mondo ordito da divinità agresti, dove la percezione della natura e dei fauni esce in maniera prepotente.
Se siete dei fanatici di certi suoni, di certe attitudini, se gongolate nel tirar fuori pezzi di spessore dalla vostra collezione e ricordarvi le emanazioni che vi hanno saputo elargire, contattate le band, ed avrete due nomi da conservare gelosamente nello scrigno nero (il fatto che il cdr sia limitato a duecento copie è solamente un incentivo).
Undici minuti di incontaminato sotterraneo Black Metal primordiale, vi attendono!
Akh
