Dethrone – Humanity (CD. Hoborec. 2013e.v.)

1. Dead Eyes Open        

2. Blood Red Dawn        

3. Deathwish    

4. Greed             

5. Forced Paranoia

6. Towards The Abyss  

7. Blessed By The Light Of Dying             

8. Hell Before Hell          

9.  When I Decide

DURATA: 38:04

Formatisi nel 2011e.v. in quel di Värnamo (Svezia) giungono al esordio i Dethrone grazie alla HoboRec. Che tira fuori dal cilindro questo “Humanity” che ci rende bene che tipo di temperatura musicale tiri dalle loro parti.

I ragazzi partono immediatamente  con il piede pigiato sul acceleratore infilando il pezzo più veloce del disco un incrocio fra suono “Made in Sweden” e pennate Thrash Death dinamitarde e violentissime in cui si esaltano immaeditamente le caratteristiche vocali di un ottimo Mattias Vestlund e del batterista Simon Lundh che sostiene i ritmi egregiamente, sia che si trovi di fronte a chitarre melodiose o a riff asciutti l’apporto della doppia cassa rimane presente e ben godibile, facendo si che “Dead Eyes Open” risulti convincente e fra le mie preferite in assoluto anche per quel piglio scuro e le accelerazioni ai 200/Km all’ora.

Certo che senza manco rifletterci ci ritroviamo fra i denti un’ altra granata esplosiva dal titolo significativo di “Blood Red Dawn”, che riesce a ben coadiuvare le influenze Slayeriane a parti maggiormente “core” in cui sfracellare ritmiche tritatutto (soprattutto ai danni della mia povera cervicale) in cui il trio Kenni (basso), Jonas e David (chitarre) non hanno voglia di far prigionieri esibendo immediatamente l’arteglieria pesante.

I Dethrone non sembrano per niente incerti, la seguente “Deathwish” ci propone infatti una cavalcata ritmica asciutta ed efficace,su cui movimentare certi momenti della giornata e la voglia di urlare in faccia al primo passante diventa quasi irresistibile e certamente “Greed” con il suo riffing mortifero non aiuta a trattenersi grazie alle bordate in pieno stile Death Metal scandinavo che vengono piazzate sapientemente; anche nelle parti midtime sembrano panzer inarrestabili aggiungendo quel pizzico di melodia nel contesto che fa la differenza, quando si deve tornare e pestare di brutto e “Forced Paranoia” ne è la riprova certa di tutto ciò ed inserendo anche contaminazione di matrice maggiormente moderna e con accenni dissonanti, pur mantenendo totalmente inalterato lo stato di belligeranza D.M., molto affascinante lo stacco quindi in cui un arpeggio crea la base per un crescendo vocale di spessore ed incisivo per poi ribadire certe parti convulse e dissonanti.

Con “Towards The Abyss” mi si riporta alla mente certi A Canorous Quintet di “…As Tears” (enorme mini che dovreste ascoltare almeno una volta se amate il D.M. svedese), in cui alle ritmiche tritaossa si miscelano soluzioni tipicamente Sweden che lanciano ennesimamente la voce ficcante, per poi aprirsi in una parte centrale di stampo classico ma che certamente farà godere gli amanti di queste sonorità.

A questo punto mi pare oramai certo che quando si parli di cali o anacronismo in merito del Death Metal  scandinavo gli operatori e le label non tengano in conto di questo esordio, perchè detto fra noi qua di sostanza ce nè a bizzeffe, la voglia di sfasciare grugni anche, in una certo qualsenso si dimostra una buona dose di personalità pur rimanendo addentro ai confini del genere, ma con un piglio maturo e assolutamente da sottolineare per energia sprigionata.

Certo che se amate lo spirito di gruppi come At The Gates, Slayer, The Haunted, ecc.. i Dethrone faranno sicuramente per voi, da rimarcare come la sezione ritmica supporti il riffing delle chitarre andando in loro vece quando le parti armoniche dipingono i loro tratti, ispessando ed inrobustendo la struttura stessa del brano mantenendo il tutto grintoso e solido come in “Hell Before Hell” e nella conclusiva “When I Decide” in cui fa capolino nel bordello musicale quell’accelerazione ritmica che a mio avviso è un arma in più per questi gruppi che sanno dosare sapientemente violenza ad ad impatto e variazioni ritmiche, inserendo con piccole dosi anche  accenni malinconici e riflessivi come accande nel caso della canzone in chiusura di cd dove trova si ritaglia uno spazio solista pure il basso con una eccellente trama, per poi lasciar strada libera alle sei corde ed a un finale agrodolce, che ci fa comprendere quanto potenziale possano avere anche per il futuro gli strumentisti di Värnamo.

Devo ammettere che quest’anno ho avuto grandi sorprese da questo genere e i Dethrone sono indubbiamente fra queste; disco da cercare e gustare ripetutamente, non vi verrà certamente a noia, anzi credo fermamente che se manterranno queste credenziali presto sentiremo parlare con ottimi responsi di questo gruppo.

Ci tengo a realizzare questa citazione in calce nel libretto: “Humanity Will Collapse Under The Weight Of Despair And Decadence Darkness Will Not Fail”… sicuramente i Dethrone non hanno fallito.

L’oscurità imperversa sopra l’umanità.

Akh

Pubblicato da cryptofemotions

Pessimo metallaro di vecchia generazione; ho ordito pessimi gruppi con pessima musica (Occulta Struttura , in primis), ho seguitato nell'ombra a credere in una Scena Musicale e nella sua catacombale inflorescenza. Questo non significa che supporto ogni movimento, ma il supporto è la chiave della Cripta. Stay Pure! Stay Brutal!!! Akh

Lascia un commento

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora