Hastur – Macabre Execution (Ep Beyond… Productions 1997e.v.)

1. Dance Macabre              06:26 

2. The Execution              04:54    

 Durata: 11:20

Beh… dei genovesi (Genova che vanta un buon movimento underground a partire dai leggendari e disciolti Necrodeath, Detestor, Sadist, Desecrate…)  Hastur ne sento parlare nel circuito underground già da qualche tempo, per qualcuno si vocifera siano già un culto dopo un unico Live Demo, per qualcun altro una band controversa che non si scompone minimamente nel far fronte a scontri frontali con i concittadini Sadist e non solo… (basta leggersi una qualsiasi intervista al gruppo per comprendere che non abbiano peli sulla lingua, come i concittadini Detestor d’altronde n.d.r.).

Ma a parte le solite questioni di rivalità interna, finalmente posso ascoltare qualcosa col loro marchio: J.P. il chitarrista con cui suono si è accalappiato Ep d’esordio del combo, quindi da bravi famelici di musica estrema entriamo a casa e lo schiaffiamo direttamente nel lettore stereo.

La copertina è suggestiva, scura e un bel paio di tette (di una strega in piena estesi rituale?… forse no…) che sicuramente alluzzano l’ormone maschile… ben ci predispongono a questi due brani.

L’introduzione viene svolta da un loop di batteria rovesciata, su cui si innesta immediatamente un riffing d’assalto e martellante che stringe gli occhi ad un Death Metal nero, corposo, ruvido, molto old school, nervoso su cui risalta molto bene il lavoro del basso, che affianca la chitarra donando una notevole dose di profondità.

Certo che questa “Dance Macabre“ non posso esclusivamente relegarla ai suoni più mortiferi, in quanto appena passato questo assalto, una batteria blastata ci introduce in realtà a suoni più neri e sacrileghi, che si aprono in successione ad aperture antemiche e incoronando melodie  maledette su cui le tastiere hanno una ottima proposizione donando una inaspettata varietà di temi e soluzioni, tutto per creare una aura morbosa e ricca di contrasti, luci ed ombre, contornati da fuoco e zolfo.

La voce di Trevor strilla crudele versi carichi d’odio, litanie antiche e blasfemie in latino, vomitando addosso al ascoltatore ogni sua perversione vocale, che ben si delineano nella successiva “The Execution”, da cui direi istintivamente che la copertina volga il suo significato.

Un brano carico di atmosfere lugubri, dove il lavoro delle tastiere indubbiamente apporta soluzioni di pathos e tetra melancolia, dove si stagliano dure e varie le linee di chitarra, le suggestioni musicali posseggono indubbiamente un buon ritmo tirando fuori camei interessantissimi (tra cui uno che riecheggia tanto i Tiamat di “Astral Spleep”), ma è proprio nel suo insieme che prende forma una intrigante canzone, agitata, brutale, seducente e ricca di spunti vincenti sia in ambito melodico che ritmico, una cascata di idee ben amalgamate e distribuite fra tocchi granitici e serrati ed aperture acustiche che faranno la felicità di chiunque si avvicini a questa proposta, che diviene un oggettino indubbiamente da possedere.

A questo punto, credo proprio di poterlo affermare, l’unica pecca è che questo lavoro sia cosi succinto, non vedo l’ora di poterli ascoltare sulla lunga distanza. Le premesse sono ottime e se riusciranno a mantenersi su questi livelli il loro posto d’onore nelle bands di culto non sarà solo una sparuta opinione, ma una indubbia ed incontrovertibile verità!

Genova annovera fra le sua fila un’altra creatura delle tenebre più profonde e radicate…

Che Hastur il Re Giallo vi abbia in Gloria e siate benedetti nel segno della Danza Macabra.

Akh

Pubblicato da cryptofemotions

Pessimo metallaro di vecchia generazione; ho ordito pessimi gruppi con pessima musica (Occulta Struttura , in primis), ho seguitato nell'ombra a credere in una Scena Musicale e nella sua catacombale inflorescenza. Questo non significa che supporto ogni movimento, ma il supporto è la chiave della Cripta. Stay Pure! Stay Brutal!!! Akh

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