01. Sigma 31.58
Durata 31.58

I Kaiserreich,per certi versi e sicuramente in maniera errata li ho percepiti fin dal loro esordio in un contesto musicale ed attitudinale molto vicino allo stile norvegese,per quanto a seconda dell’opera ne risultassero piu o meno influenzati e si avvicinassero anche ad altre forme di B.M. sempre comunque molto accostabili a forme diciamo “ortodosse” del verbo Black Metal. Il diciamo a mio personale modo di vedere e dovuto ad una sperimentazione che non risulta mai in maniera macroscopica,ma che avviene fin dalla produzione di “Ravencrowned” e che a mio avviso regala substrati ad un discorso che solo apparentemente è pura Fiamma Nera.
Vi è un anima inquieta nei Kaiserreich,che tende a far si che debbano osare pur dentro i confini che gli sono propri ed autodefiniti. Per questo nasce “Sigma”.
Una suite di poco meno di 32 minuti,dove non esistono riempitivi o forme di ripetizione allungate senza una fine;ma un vero e proprio maelstrom sonoro che inquadra perfettamente le tensioni sonore che fermentano nelle loro menti.
Il fatto che si parli di una suite,non deve proprio farci mal interpretare la band;il suono rimane crudo,ostico,fedele totalmente al piu vero spirito B.M.quindi niente ruffianismi,ne sinth ammiccanti.Solo nuda creatività.
Fin dall’apertura iniziale si comprende come il senso melodico sia semplice e complesso semplice nella struttura complesso nel modo in cui certo rock anni 60/70 si sentiva libero di spaziare a propria necessità e per le proprie esigenze. Cosi matura quest’album precisamente in bilico fra queste coordinate.un pò come se i Green Carnation si fondessero con Ildjarn e ne uscisse fuori un bel idillio.
La struttura sviluppa i vari temi musicali,passando da parti in blast beat ad intrecci distorti dalla forte policromia armonica e a narrazioni musicali in cui bisogna aver un buon orecchio,per riuscire a captare fedelmente il grande sforzo prodotto; ed in effetti alcuni momenti sono talmente densi dal risultare vicini alla scala cromatica a tutto vantaggio della carica espressiva del pezzo.
Certo il marchio di fabbrica del Kaiser è sempre percepibile le sfuriate non passano in secondo piano e come detto pure il forte gusto melodico in cui si arriva in alcuni tratti a sfiorare veramente partiture Rock,ma non solo, si torna anche ad esplorare soluzioni tanto care ai Katatonia,quindi intese che strizzano l’occhio ad atmosfere plumbee e melanconiche,senza mai perdere minimamente le redini del discorso;precisamente come uno scrittore inizia una traccia per poi svilupparla in una profonda trama senza mai perderne il filo,portandoci a gustarne pienamente le angolazioni,le epicità e le declinazioni.
Ma in musica, specialmente oggigiorno, tutto ciò si traduce in un esperimento sonoro dal gusto estremo, e siccome supporto da sempre la musica estrema che osa esserlo nella sua essenza,affermo che questa opera ha coraggio,è sfrontata,è volutamente irriverente per necessità,e se ne frega dei clichè che dobbiamo sopportare per “sopravvivere” in santa pace fra buoni praticanti di musica estrema.
Sigma è un lavoro ricco,ispido,articolato,fiero,volitivo e libero…
Sigma è un mare in tempesta.
Akh










