1.The Grandeur Of Hell (Moloch) 01:20
2.Chained On Demonwings 06:20
3.The Wind Shall Slay 04:30
4.Serenade Of The Imperial Darkness 02:44
5.Infernalord (The Pray Of Blacksouls) 02:53
6.The Moon With Thousand Shapes 04:43
7.Reaper Of The Orb 05:29
8.Perished (The Manifestation Of Suicide) 05:04
9.Her Divine Hatred (Tiamat) 04:12
10.Evocation (Longing For Armageddon) 01:13
Durata: 38:28

Gli svedesi Diabolicum nascono dalle ceneri degli Imperial, gruppo gia’ noto nell’underground piu’ nero per alcuni buoni demo.
La proposta dei nostri è assolutamente ad altissima denotazione, gia’ dall’introduzione il suono di questo combo mi ha sorpreso e avvinto, dove una tastiera sintetica circondata da bombardamenti e pianti di neonati impera, creando il fertile terreno per la prossima distruzione sonora che vedra’ protagonisti questi scandinavi.
I pezzi creati da Sasrof (gia’ in opera con i Setherial) sono puri inni all’oscurita’, alla violenza ed al Chaos superiore; brani come “Chained On Demonwings”, “The Wind Shall Slay” oppure “Infernalord (The Pray Of Blacksouls)” sono canzoni che non rilasciano prigionieri, ai ritmi frenetici della drum machines, si rincorrono violentissime scariche dal riffing nero e melodico tipicamente svedese, con arrangiamenti apocalittici dove lo sterminio è l’unico verbo possibile.
Altari musicali creati fra incubo e realta’, dove fuoriesce l’anima industriale e ambient dei Diabolicum non perdona (vedi “Serenade Of The Imperial Darkness”, “The Moon With Thousand Shapes” e “Her Divine Hatred (Tiamat)”), in cui vere e proprie preghiere alle divinita’ piu’ infernali prendono corpo, con un mood blasfemo ed evocativo, in cui rimanere inermi è l’unica soluzione possibile.
Il termine con cui viene indicato il genere proposto è “…Infernal Industrial Black Metal Art..” e come non rimanere impalliditi di fronte a cotanta innovazione e aggressiva devozione, in cui arpeggi di chitarra acustica vengono appaiati a basi elettroniche e a chitarre elettriche sparate in faccia all’incauto ascoltatore, dove la melodia prende pieghe inaspettate come in “Perished (The Manifestation Of Suicide)” dove la fà da padrone con un assolo magistrale che entra dentro l’anima lacerandola per la sua intensita’.
Sicuramente i puristi storceranno il naso di fronte a tanta innovazione, ma questo è un album che varera’ un genere, per cui solo chi sapra’ vedere oltre, sapra’ riconoscere il capolavoro nascosto fra queste note.
Io fin da adesso mi reputo un adepto a tale sonorita’, ma il verbo dei Diabolicum va rispettato in quanto foriero di genialita’ indiscussa e violenza, in quanto evolve le sfere piu nere del Black Metal a livelli che fino ad adesso erano impensabili.
Mi inchino di fronte a questo piccolo grande gioiello d’Arte Nera, da avere, pena la morte!









